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Enologia e Acciaio Inox. Pulizia, Conservazione e Fermentazione

ENOLOGIA E ACCIAIO INOX. Negli ultimi anni, i produttori vinicoli italiani (e non) si affidano a impianti in acciaio inossidabile. Vediamo insieme il perché di questa scelta che incide anche sugli aspetti di conservazione e fermentazione del vino stesso.


Le prime botti metalliche furono costruite in Europa alla fine dell’’800. Non si parlava ancora di acciaio inox, però. I contenitori erano creati, infatti, in alluminio. I serbatoi in acciaio inossidabile (che oggi superano circa il 90% dei contenitori utilizzati), invece, iniziarono a diffondersi agli inizi del secolo scorso. Questa lega di ferro (70-73%), cromo (18%), nichel (8-10%) e altri elementi (es. carbonio, manganese, fosforo, silicio, zolfo, ecc..) viene oggi considerata perfetta per il settore enologico. Qui, in particolare, vengono usati gli acciai inossidabili austenitici di tipo AISI 304 e AISI 316 (quando è necessaria una maggiore resistenza agli aggressivi chimici).

Sono tanti gli strumenti utilizzati in enologia che vengono scelti in acciaio inox. Serbatoi, galleggianti enologici, portelle, in AISI 304, in 316 e, a volte, in acciaio Duplex. L’inox, infatti, risulta estremamente resistente anche se non è indistruttibile. Questo lo rende sensibile ad alte concentrazioni di anidride solforosa (corrosione per desolforazione e concentrazione) al sodio, al cloro con pH acido e al contatto con altri metalli (es. il ferro). Inoltre, se esposto a correnti vaganti, può subire corrosioni.

Bisogna evitare:

  • l’esposizione dei serbatoi all’aperto (soprattutto in zone salmastre)
  • disporre i serbatoi in prossimità di linee elettriche ad alta tensione
  • il contatto diretto con parti di ferro
  • il lavaggio con acque ferruginose (meglio utilizzare soda caustica).

La fermentazione malolattica (FML) ha un’incidenza fondamentale sulla definizione delle proprietà sensoriali del vino. Ma il materiale di cui sono fatti i contenitori in cui avviene la fermentazione può influire queste proprietà? Ricerche condotte in Francia, hanno evidenziato che la FML di vini rossi in contenitori di legno, si predilige rispetto a quella in vasche d’acciaio. Spesso, però, i vini vengono fermentati in acciaio e, solo successivamente, fatti invecchiare in botti di rovere. Il legno, perciò, permette al vino di ottenere un profilo sensoriale più morbido e ricco, con una colorazione più intensa.


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