Tensionamento e Tenuta Meccanica delle Viti Inox
Nel nostro post di oggi vogliamo fare una breve introduzione al tensionamento e alla tenuta meccanica delle viti in acciaio inossidabile. Con un accenno alle coppie di forze e alla resistenza delle viti.
Uno sguardo al tensionamento e alla tenuta meccanica
Affinché venga generata la forza di tenuta, risulta necessario che le viti siano poste inizialmente in tensione, siano quindi pre-tensionate (o tirate). Così il mantenimento della forza sarà relativo all’elasticità dei materiali stretti. La forza di tensione deve essere tale per cui la tenuta allo scorrimento dei due materiali uniti sia offerta dall’attrito tra le parti. Se la tensione risulta insufficiente, le due parti potranno, infatti, scorrere fino a toccare la vite e agire su quest’ultima come cesoie. I materiali, sfregando, si usureranno, riducendo il loro spessore e annullando la forza tensiva che agisce sulla vite.
Le coppie di forze dichiarate
Nelle applicazioni critiche viene precisata la coppia di forze con cui stringere la vite (o il bullone) al fine di pre-impostare la giusta forza di tensione. Infatti, una coppia agisce per muovere la vite. Quest’ultima, però, non ne risente fino a quando non viene superata la coppia di tensione, dopodiché la giuntura si allenta.
A proposito di resistenza della vite
Di solito, i bulloni ritenuti ideali per tensioni elevate hanno una testa con forma esagonale. Questo permettere un elevato momento torcente e, di conseguenza, l’applicazione di un’elevata coppia. Sopra la testa, inoltre, viene inciso l’indice di resistenza. Quando siamo in presenza di valori superiori a questi carichi, il bullone si rompe a trazione oppure si snerva. Se, invece, viene sottoposto al carico di snervamento indicato e rilasciato, il bullone subisce un allungamento irreversibile (detto deformazione plastica) non superiore allo 0,2%.
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