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L’Acciaio Inox nella Depurazione e Dissalazione dell’Acqua

In questi anni, l’utilizzo dell’acciaio inossidabile risulta sempre più in crescita nei settori della depurazione e dissalazione dell’acqua. Vediamo insieme perché..


In questi anni, l’acciaio inox è considerato come uno dei materiali più idonei per la depurazione e dissalazione delle acque, proprio per le sue caratteristiche di resistenza alla corrosione e di facilità di trasformazione. Solitamente, viene utilizzato nei sistemi di aerazione, nelle tubazioni di ricircolo dei biogas e di trasferimento dei fanghi, per le saracinesche, le valvole, le griglie, i corrimano ma non solo.. Ma quali tipi di acciaio inossidabile vengono impiegati? Comunemente si usano:

  • AISI 304/304L
  • AISI 316/316L

In presenza di un elevato tenore di cloruri, invece, è possibile ricorrere a leghe come:

  • Acciai duplex
  • Acciai superaustenitici (caratterizzati da elevati tenori di molibdeno).

Sono tantissimi i fattori che influenzano la scelta dell’acciaio da utilizzare negli impianti di depurazione dell’acqua. Vediamoli insieme alcuni:

  • il tenore di cloruri presenti nell’acqua stessa
  • la velocità del fluido
  • le lavorazioni di messa in opera
  • la presenza di depositi.

Oltre a questi, è importante realizzare con estrema precisione e pulizia le saldature, che solitamente sono quelle più sensibili alla corrosione. In termini tecnico-economici, perciò, l’acciaio inox è la scelta ideale per questo tipo di impianti, considerata anche la durabilità garantita dal materiale.

Il bisogno di acqua dolce va di pari passo con l’aumento della popolazione, in conseguenza a una maggiore richiesta di prodotti agricoli. Non potendo attingere solo alle fonti di acqua dolce, in tutto il mondo, diventa necessaria la dissalazione di acque salmastre o di mare. Il processo di dissalazione, permette di rimuovere i sali e gli altri minerali in eccesso dall’acqua. Questo è possibile grazie a due diverse tecniche che prevedono rispettivamente: l’ebollizione dell’acqua di mare e la successiva condensazione del vapore acqueo e la tecnica, più recente, dell’osmosi inversa. Trattandosi di acqua salmastra o di mare, i materiali degli impianti vengono sottoposti a sostanze piuttosto aggressive. I livelli di cloruri e di cariche batteriche sono elevati e portano i materiali ad un forte stress. Se nel secolo scorso venivano utilizzati acciai al carbonio, oggi si prediligono acciai duplex o acciai più comuni come l’AISI 304/304L. In presenza di ambienti particolarmente aggressivi, invece, vengono scelti acciai superduplex, superaustenitici o superferritici.


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